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Curiosità
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2 aprile 2012
sentimenti
Alba
Alba



Oggi ti ho vista per la prima volta

ho danzato tra le onde del mare

ho sentito il mio corpo vibrare avvolto da un nuovo abbraccio

sospesa dall’aria di un respiro

ho cercato quello sguardo sincero e l’ho trovato in te

seguo il battito e non riesco a fermare la sua corsa che cresce con te e di te

sento il sapore della primavera

mentre cammino in punta di piedi per non calpestare il tuo pensiero

Serena Marotta

(2 aprile 2012)


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24 agosto 2011
Palermo, Villa Giulia
 Nel 1787 Johann Wolfgang Goethe lo aveva definito “il più meraviglioso angolo della terra” ed è qui che – durante le sue visite – si fermava per leggere Omero. Siamo all’interno di Villa Giulia, la prima villa comunale realizzata a Palermo e la terza in Europa. Costruita tra il 1775 ed il 1777 per volere del pretore Antonio La Grua, marchese di Regalmici, prende il nome da quello della moglie del vicerè Marcantonio Colonna.

L’ingresso principale, realizzato in stile neoclassico, oggi rovinato e in disuso, si affaccia sulla passeggiata a mare. I visitatori accedono ormai dalla Porta Carolina, ingresso secondario aperto nel 1864 su via Lincoln. Il cuore della villa è rappresentato dalla grande piazza delle esedre, con quattro edicole di Damiani Almeyda. Al centro della piazza si trova una vasca, opera di Ignazio Marabitti, con un putto-Atlante che regge il dodecaedro, orologio solare a dodici facce (oggi gli orologi originali non esistono più) inventato alla fine del XVIII secolo dal matematico palermitano Lorenzo Federici.

La principale opera d’arte all’interno di questo “salotto all’aperto” è la fontana del Genio di Palermo, opera del Marabitti, sistemata in un’esedra alla fine del “viale del mare”. Intorno alla statua del Genio sono disposti una serpe, un cane e una cornucopia: simboli della Prudenza, della Fedeltà e dell’Abbondanza. E ancora: la statua della Rabbia, dell’Ira e dell’Invidia, spostate qui nel 1779. Nell’Ottocento, poi, furono sistemati lungo i viali i busti di De Spuches, Pacini, Petrella, Leopardi, Donizetti, Bellini, Sac. Messina e Pietro Novelli. Infine, ci sono le gabbie vuote che, un tempo, ospitavano il leone e la piccola colonia di scimmie.

Serena Marotta

(28 febbraio 2011)



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11 giugno 2011
E tu come stai
 

Credo che non esista domanda più bella: “E tu come stai?”

2 giugno 2011
sentimenti
http://www.flickr.com/photos/39270623@N06/

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25 maggio 2011
musica
Caruso
 

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19 aprile 2011
Vittorio Arrigoni
 
" Qui nasce il gemere
di un neonato furore,
qui il diritto di inveire,
denunciare, sovverchiare,
sconvolgere.
...
Qui le onde radio
che si tramutano in onde sismiche
di una burrasca mondiale.

Vik "

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19 aprile 2011
musica
Caro qualcuno
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12 aprile 2011
CULTURA
Palermo, la Madonna del carcere Ucciardone
 




Palermo, la Madonna del carcere Ucciardone

È mezzogiorno e i raggi del sole avvolgono la piccola scultura ritrovata per caso 85 anni fa. La statua della Madonna risale al XVII secolo ed è custodita nel cortile interno del carcere Ucciardone. Qui, ogni mattina, come racconta il direttore, Maurizio Veneziano, il personale – passando davanti alla statua della Madonna, prima di iniziare a lavorare – si sofferma a farsi il segno della croce. È una scultura in marmo, protetta da un baldacchino neoclassico, attorniata da fiori e alberi, che fu ritrovata in un magazzino del carcere. Lasciata lì, con molta probabilità, sin dal 1840, anno in cui i detenuti furono trasferiti dalla Vicaria, le vecchie prigioni, alle nuove, appunto, quelle dell’Ucciardone.

Quando fu ritrovata, nel 1926, il direttore di allora, Sganga, la fece collocare nel cortile, tra gli uffici del personale e l’ingresso secondario di via Enrico Albanese, e fece costruire il baldacchino. Secondo lo storico palermitano, Rosario La Duca, è possibile che la scultura raffiguri la Madonna di Visita Carceri. Facciamo un passo indietro. A Palermo, in passato, esistevano diversi luoghi adibiti a carceri. Tuttavia, le carceri più importanti della città erano quelle della Vicaria, in corso Vittorio Emanuele, proprio all’interno della città. L’edificio fu costruito tra il 1578 e il 1595. Si trattava di un “grande carnaio umano”.

Da qui la necessità di fondare, nel 1627, la “Venerabile Opera di Nostra Signora di Santa Maria di Visita Carceri”. Lo scopo era appunto quello di alleviare le sofferenze dei detenuti, che rimasero in quelle carceri sino a quando il governo borbonico fece costruire le “Grandi prigioni” nel “piano dell’Ucciardone”. Lavori che cominciarono nel 1836 e terminarono quattro anni dopo. Quindi completati i lavori, nel 1840, i carcerati furono trasferiti dalla Vicaria alle nuove “Grandi prigioni”. Fu allora che, probabilmente, la Deputazione di Visita Carceri fece trasferire la statua dalla cappella delle vecchie carceri al magazzino.
Serena Marotta

(11-4-2011)


6 aprile 2011
L'idea



L’idea

La voce inganna il tempo

segnato dalla tua assenza

e costruisce l’idea

che serve a conquistare il pensiero.

Parole di ghiaccio

si sciolgono sotto il fuoco di uno sguardo -

e nell’acqua che ristagna -

su questa terra che non ti appartiene più -

vedo affogare la passione.

La rabbia mi porta via

per non cadere

nella trappola dell’abitudine.

Serena Marotta

(29 gennaio 2011)

13 febbraio 2011
Palermo
palermo

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